Assemblea pubblica del 20 maggio 2022 – Ex Macello via Cornaro Padova

A circa due mesi dalla promozione e sottoscrizione dell’ “Appello per l’approvazione della Dichiarazione di uso civico e collettivo e il riconoscimento dell’area dell’Ex Macello in via Cornaro a Padova come bene comune”, attraverso il quale con più di 1100 firme di cittadini, raccolte in una settimana, si è richiesto all’Amministrazione patavina di riconoscere l’Uso Civico e Collettivo dell’intera area dell’Ex Macello, l’Assemblea di riferimento dell’Ex Macello ha incontrato per 3 volte le Assessore Benciolini e Nalin, con l’obiettivo di riprendere un dialogo interrottosi a seguito dello sgombero avvenuto nel gennaio del 2020. 

Nonostante le Assessore abbiano manifestato piena disponibilità al dialogo e comprensione rispetto a quanto richiesto dalla Assemblea, gli incontri non hanno consentito, come avremmo pensato, di essere individuati come punto di riferimento, insieme ad altri attori, per procedere alla co-progettazione di quanto verrà realizzato nell’area.

Esiste un progetto, cui si è fatto menzione anche nella Commissione Congiunta (Politiche Turistiche e Culturali; Politiche di controllo e garanzie; Politiche del territorio, dell’ambiente e delle infrastrutture) del 4 marzo 2022 a valere su un bando pubblico (PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), di cui non è stato possibile avere le specifiche tecniche né la tempistica, eventuale, di finanziamento e realizzazione; non è invece stato preso in considerazione il progetto (non esecutivo, ma intanto di proposta delle attività possibili) che vari soggetti, sin dal 2019, avevano presentato all’Amministrazione, prima dello sgombero, con lo scopo di avviare proprio una co-progettazione, fondata sulla partecipazione di tutti i soggetti che a vario titolo avrebbero potuto mantenere l’area viva e utile per tutte le persone del quartiere e non. 

Siamo inoltre stati messi al corrente che i settori competenti (Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche) stanno lavorando per portare in Giunta una delibera finalizzata ad identificare dei criteri per la identificazione dell’Ex Macello quale Bene Comune. Anche su questo processo, l’Amministrazione ha scelto di muoversi ignorando (o quanto meno,  non ci  è stata data evidenza del contrario) sia la letteratura giuridica in merito a “come” si individua un bene comune, sia i criteri che come Assemblea abbiamo indicato nella Dichiarazione di Uso Civico depositata presso gli Uffici Competenti del Comune in data 23 dicembre 2021

Abbiamo invece condiviso con le Assessore che almeno la parte praticabile del Parco dell’Ex Macello, quello antistante la Basilica, oggi usato per lo più come parcheggio (l’assenza di parcheggio costituisce un problema non secondario per l’ambiziosa progettazione PINQuA), possa restare nella fruibilità pubblica, essendo fino a ieri quell’area utilizzata soltanto da alcuni soggetti e preclusa ai più, secondo modalità gestionali che si possono definire almeno “poco trasparenti”. Pertanto, oggi l’Ex Macello resta aperto quotidianamente dalle 9 alle 19. 

Per riprendere il filo intorno a tutti questi aspetti; per confrontarci sulle varie esperienze di gestione condivisa di un bene, o di autogestione presenti in città; per individuare una strategia condivisa su come dare valore alla modalità di “uso civico e collettivo” come modalità possibile anche nella nostra città, vi invitiamo ad un incontro pubblico che si terrà Venerdì 20 maggio prossimo dalle ore 17 alle ore 19. Confidiamo per il confronto anche nella presenza all’incontro dei candidati Sindaci e Consiglieri alle prossime elezioni amministrative, cui rivolgiamo con questa lettera invito esplicito. 

Beni comuni: audio e report dell’incontro con i ricercatori del progetto Heteropolitics

Dal sito LIES: https://www.laboratorioinchiesta.it/2022/01/beni-comuni-heteropolitics-audio-report/

Sabato 22 gennaio Lies e la Rete Beni Comuni di Padova hanno promosso un incontro con i ricercatori del progetto Heteropolitics. Il sito del progetto mette a disposizione sei rapporti che illustrano i principali risultati del percorso di ricerca triennale, fra il 2017 e il 2020.

I primi due rapporti, redatti dal coordinatore del progetto, Alexandros Kioupkiolis (Università di Salonicco), e il terzo rapporto sui beni comuni digitali, redatto dal George Dafermos, discutono le teorie e le pratiche dei beni comuni e delle politiche democratiche “alternative” (da ‘alter-politica’ o ‘eteropolitica’), cioè impegnate in prospettive trasformative egualitarie, democratiche ed ecologiche. I rapporti 4-6 presentano i principali “casi” studiati dal gruppo di ricerca di Heteropolitics formato da Antonio VescoAimilia Voulvouli e Manuela Zechner che hanno osservato e descritto esperienze locali in Italia, Grecia e Spagna, partecipando in prima persona ai processi locali.

Ascolta l’incontro “Beni comuni e usi civici in Grecia, Italia e Spagna”

Aprendo l’incontro, Antonio Vesco ha ricordato gli aspetti caratterizzanti e comuni ai diversi modelli di riconoscimento e gestione dei beni comuni, in particolare tramite usi civici e collettivi: assemblee aperte ed eterogenee; la (relativa) fluidità con cui le persone possano attraversare i luoghi considerati beni comuni, perché gestiti in modi non ideologizzati e non gerarchici. I soggetti che si prendono cura dei beni comuni non si configurano, quindi, come associazioni o enti gestori per conto dell’amministrazione, ma, piuttosto, come comunità aperte che alle amministrazioni locali propongono di riconoscere dimensioni e modalità informali di aggregazione.

Rispetto ai tre Paesi presi in considerazione, ha ricordato come in Grecia, anche in risposta alla crisi economica, il “riconoscimento formale” dei beni comuni sia rimasto sottotraccia, a favore di iniziative di mutuo aiuto e generazione di reddito attraverso forme cooperative. In Spagna, i movimenti che promuovono i beni comuni, nello spirito del movimento 15M, si siano caratterizzati per un investimento in prima persona nelle elezioni locali, in una logica di “municipalismo”. L’Italia si segnala come il Paese che, dopo il referendum sull’acqua del 2011 e l’occupazione del Teatro Valle a Roma (Aa.Vv, Teatro Valle Occupato. La rivolta culturale dei beni comuni, Derive Approdi, 2012), ha cercato di dare articolate forme giuridiche ai beni comuni. Antonio Vesco si è soffermato sull’ambito urbano e su tre esempi locali.https://www.laboratorioinchiesta.it/2022/01/heteropolitics-ricerca-beni-comuni/embed/#?secret=nXVROB0X72

Il caso Napoli

Il Comune di Napoli ha registrato una significativa partecipazione dal basso, con occupazioni di edifici e capacità di dialogo con la giunta di De Magistris: dal 2011, gruppi di cittadini hanno individuato beni in disuso a Napoli provando a valorizzarli e a riportarli alla pubblica fruizione, autorganizzandosi in comunità per ripristinarne il valore d’uso a cui erano votati attraverso percorsi e iniziative di cittadinanza attiva e praticando l’uso civico sulla scorta di sperimentazioni come quella dell’Asilo Filangieri (info sul sito della Rete dei Beni Comuni di Napoli).

Sotto la Mole e la torre degli Asinelli

Diverso è il caso di Torino che, rispetto a Napoli, ha avuto una minore capacità di far rete a livello cittadino pur registrando evoluzioni significative quali la decisione a dicembre 2019 dell’Assemblea Cavallerizza di costituirsi in Comitato d’uso civico in forma pauperis e l’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Regolamento per i beni comuni urbani, che riconosce sia l’uso civico, sia la Fondazione bene comune (sul modello del Teatro Valle Occupato).

L’orientamento del Comune di Bologna è più legato alla logica dei “patti di collaborazione” fra amministrazione locale e comitati di cittadini (qui il sito dedicato dal Comune di Bologna).

Più strategie, un unico obiettivo

Alexandros Kioupkiolis, in riferimento al contesto europeo e italiano ha identificato un “modello Bologna” ed una “via napoletana”, identificando la prima come una strategia che muove dall’alto verso il basso e che diverge in alcuni aspetti cruciali rispetto alle scelte operate a Napoli, pur riconoscendo che entrambe possano contribuire a cambiamenti orientati dalla promozione dei beni comuni, dall’innovazione sociale, da processi di democratizzazione. Di fronte alla crisi dell’attuale modello neoliberista, ha posto l’accento sulle condizioni che permettono la crescita di cultura e pratiche contraegemoniche, ricercando condizioni e elementi per un lavoro di rete anche a livello internazionale in grado di stabilire legami e scambi fra processi e contesti anche molto diversi fra loro.

Municipalismo a Barcellona

Manuela Zechner, facendo riferimento al libro Commoning Care & Collective Power (Transversal, 2021), ha tracciato le “genealogie gemelle” dei beni comuni per l’infanzia e delle micropolitiche del municipalismo a Barcellona. Ha raccontato come i movimenti di base si siano impegnati in nuovi esperimenti che investono anche le istituzioni ispirati dal movimento spagnolo del 15M, in particolare da nuove politiche femministe. Il focus della ricerca è quello delle iniziative e delle politiche di cura, in particolare dei bambini, a Barcellona. Fra i temi toccati vi sono stati quelli dell’interdipendenza e dell’autonomia delle iniziative autogestite di cura rispetto all’amministrazione locale; tema che interseca e osserva, a livello micropolitico, quello del potere edilizio, dell’idea di bene comune, di legami di quartiere e di come investono la città.

Da giovane madre, Zechner onora il lavoro di base delle reti di madri e degli asili comuni, raccontando il lavoro autogestito di cura e di rete fra le singole iniziative nel quartiere di Poble Sec, attraverso il dialogo fra educatrici, operatrici dei servizi sociali, pediatre, madri, e amministrazione locale.

L’ex Macello di Padova

Francesco Spagna ha condiviso un contributo specifico sull’Ex Macello di via Cornaro a Padova che, a partire dalle iniziative promosse da metà degli anni Settanta da Francesco Piva e dalla Comunità per le Libere Attività Culturali (CLAC) che hanno trasformato quell’area in un esempio generativo di uso civico e collettivo. Ne ha sottolineato, in particolare, la dimensione dell’apprendimento che si è voluta caratterizzante delle diverse iniziative e che ha visto operare, per esempio, una scuola edile quando si è trattato di restaurare e rendere agibili gli edifici.

Una mappa dei luoghi in disuso

In chiusura, Francesco Facchinelli, per la Rete Beni Comuni, ha condiviso l’iniziativa, in corso, di mappatura degli spazi vuoti ed in disuso a Padova, estendendo l’invito a collaborare (a questo link la mappa da implementare).

Beni comuni e usi civici in Grecia, Italia e Spagna

📅 sabato 22 gennaio

⏰ ore 16:00

📍 sala polivalente Itaca

Segui la diretta:

Beni comuni e usi civici: alcune delle pratiche attualmente più significative affacciano sul Mediterraneo e i ricercatori del progetto Heteropolitics le hanno frequentate, interrogate e descritte a livello locale in Grecia, Italia e Spagna. Il loro lavoro ha prodotto tre report densi di informazioni, riflessioni e nodi su cui lavorare da subito.

I RELATORI

Lies e la Rete Beni Comuni di Padova propongono un incontro cittadino con tutti e tre gli autori dei report: Alexandros Kioupkiolis, Antonio Vesco e Manuela Zechner.

DATA, LUOGO E MODALITÀ DI ACCESSO

I tre ricercatori saranno a Padova sabato 22 gennaio 2022 alle ore 16, alla Sala polivalente Itaca in via Santa Maria Assunta 35/A (zona Guizza, di fronte al cinema multisala Fronte del Porto, fermata del tram Santa Maria Assunta).

Come previsto dalle norme anti-Covid, l’ingresso è consentito solo a chi è provvisto di Green Pass rafforzato e mascherina di tipo FFP2.

Sarà un’occasione anche per fare il punto sulle politiche e le iniziative che riguardano beni comuni e usi civici in Veneto e sul Regolamento dei Beni Comuni approvato a novembre 2021 dal Comune di Padova.

MATERIALI

Maggiori informazioni sul progetto Heteropolitics: https://heteropolitics.net/index.php/project-publications/

Il report di Lies sull’assemblea costitutiva della Rete Beni Comuni di Padova: https://www.laboratorioinchiesta.it/…/rete-beni-comuni…/

Se 10 anni vi sembrano pochi | Una giornata di lotta e socialità per l’Acqua Bene Comune

💧12 giugno 2011 – 12 giugno 2021
‼️SE 10 ANNI VI SEMBRANO POCHI!A 10 anni dal referendum tradito sull’acqua una giornata di lotta e socialità per l’acqua bene comune, contro ogni forma di speculazione e privatizzazione sui servizi pubblici locali, per una società che metta al centro gli interessi delle classi popolari e non il profitto di pochi.Programma:➡Ore 16.00@Comune di Padova Palazzo Moroni.
Vieni con la tua bicicletta di fronte al comune di Padova. Iniziamo da lì per ricordare al Comune che non molleremo fino a quando la delibera del 2019 non sarà applicata in tutti i suoi punti. Questa battaglia è emblematica.
Poi… Biciclettata verso la Prandina!➡Ore 17.00@Prandina.
Momento informativo con interventi di Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova, Mamme NoPfas, No quarta linea inceneritore e altri.➡Ore 18.00@Prandina.
Festa popolare con concerto (a breve Info😎).➡Tutta la giornata@Prandina.
Banchetti informativi e intervento di cura e riqualificazione della Prandina, diamo vita per un giorno alla Prandina che vorremmo!*Indossa la mascherina e rispetta il distanziamento fisico.———————————————Sono passati 10 anni dal referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare del 2011.Anche chi era troppo piccolo per votare ricorda l’enorme partecipazione popolare e il risultato schiacciante che sancì la vittoria dell’Acqua Bene Comune e il no all’energia nucleare. 27 milioni di Sì contro le privatizzazioni.A qualcun però non andava bene! Non era previsto che si smettesse di fare profitto sull’acqua e sui servizi pubblici locali e così in agosto del 2012 Draghi (sì proprio lui!) e Trichet inviano una lettera a Monti, all’epoca primo ministro italiano, in cui scrivono:“È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.La volontà popolare democraticamente espressa nel referendum viene ignorata per far spazio agli interessi economici di pochi. Questo processo raggiunge il suo culmine a dicembre 2020 quando l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa.
La cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi (ancora lui!), punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione nella forma del partenariato pubblico-privato, in particolare nel Mezzogiorno
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni!In tutta Italia, però, non si è mai smesso di dare battaglia per difendere la vittoria referendaria, impedire di fare profitto sull’acqua e garantire l’accesso a questo servizio essenziale a tutte e tutti. A Padova questa lotta ha dato un importante risultato nel gennaio 2019 quando il comune di Padova ha approvato all’unanimità la delibera che prevede:📍La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
📍La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
📍Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
📍Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.Questa delibera non è, però, mai stata applicata! AcegasApsAmga continua a fare profitto sull’acqua e il Comune sta a guardare.
Tocca ancora a noi vincere questa battaglia importatissima e costringere il Comune ad applicare la delibera. Vogliamo una società non più in mano ai profitti di pochi ma strutturata per consentire a tutti e tutte l’accesso alle cure, ai beni essenziali, ai diritti.Fino all’ultima goccia!.P.S. Non siamo soli! A Roma ci sarà la manifestazione nazionale tutte le info qui: https://www.acquabenecomune.org/…/4064-roma-12-6…

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Primo incontro della commissione popolare per la legge sui beni comuni

Il primo appuntamento della Commissione sarà martedì 8 giugno 2021 alle ore 18.00, in forma digitale.
Per partecipare, scrivere a: info@commissionepopolarebenicomuni.it

Costruiamo la Commissione come uno spazio comune per le riflessioni teoriche e le pratiche che in questi anni hanno composto i tasselli dell’intelligenza collettiva dei beni comuni: invitiamo esperti/e nei campi come quelli giuridici, filosofici, economici, urbanistici, politologici, sociologici e antropologici nonché della politica e dell’attivismo sociale, rifiutando come unici criteri di selezione i titoli accademici, le qualifiche ANVUR, le affinità politico-elettorali.

Le organizzazioni, comunità e singoli impegnati sul fronte dello studio e difesa dei beni comuni – che sono alla base dell’uguaglianza sostanziale e del soddisfacimento dei diritti fondamentali intesi in senso ampio, inclusi quelli civili, politici e sociali – possono aderire all’appello compilando l’apposito form alla pagina: https://www.commissionepopolarebenicomuni.it/modulo-adesione

Per ora, condividiamo qui alcuni materiali di lavoro (https://www.commissionepopolarebenicomuni.it/materiali…/) che sono stati utili al nostro ragionamento, sperando che sia solo un punto di partenza per l’arricchimento del nostro repertorio di pratiche e conoscenze. E un vademecum sulla gestione delle assemblee.


Programma dell’incontro

18.00 -18.15 – Saluti e presentazione della Commissione (Maria Francesca De Tullio e Fabio Giglioni)

18.15-18.30 – Stato dell’arte sul regime attuale dei beni e sul dibattito parlamentare in merito alle proposte di legge sui beni comuni (Daniela Festa e Giuseppe Libutti)

18.30-19.00 – Discussione sui nodi essenziali del dibattito

19.00-20.00 – Discussione sull’organizzazione e sulle modalità di lavoro della Commissione


Sono previsti anche incontri pubblici in presenza in tre città, da cui poi ci si connetterà collettivamente all’incontro online:-

  • BARI: Bread&Roses spazio di mutuo soccorso, via Giovanni Amendola 182/A
  • MILANO: Macao, viale Molise 68
  • VENEZIA: Poveglia per tutti, saletta della trattoria alla Palanca della GiudeccaAuspichiamo che altre città si aggiungano per i prossimi incontri!

Spazio ai Beni Comuni! Incontro/laboratorio pubblico

COS’E’ LA PARTECIPAZIONE? CHE COSA SIGNIFICA PRENDERSI CURA DI UN TERRITORIO, DI UNO SPAZIO?

E’ a partire da queste domande, che come Rete Beni Comuni Padova, abbiamo deciso di organizzare il nostro secondo incontro pubblico all’Ex Macello domenica 30 maggio. Il luogo, naturalmente, come lo è stato per la Prandina lo scorso 24 aprile, non è casuale.
Abbiamo deciso, infatti, di entrare e di riappropriarci, seppure temporaneamente, dell’Ex Macello proprio per rispondere a queste domande a partire dalla pratica e dall’ esperienza, che è quella di una comunità che per più di trent’anni quel posto lo ha vissuto, prendendosene cura nel senso più ampio e profondo del termine.

Lo ha fatto ascoltando i bisogni della gente che quel posto lo abitava, lo attraversava, lo viveva nel quotidiano. Partendo da loro, da noi, dalle nostre idee, dalle nostre esigenze, dai nostri desideri.
In quella giornata, ripercorreremo, grazie proprio alla CLAC, gli spazi dell’Ex Macello, per ricordarci cosa è stato e la forza che tutt’oggi porta con sé. Non è un semplice esercizio di memoria collettiva, ma una riappropriazione di una parte di città che ci appartiene, per fare esperienza concreta di cosa sia veramente un processo di presa in cura di uno spazio da parte della comunità.Questo percorso ci servirà, oltre che per riaprire, seppur temporaneamente, l’Ex Macello, anche per discutere insieme del regolamento cittadino sui beni comuni che l’amministrazione comunale ha presentato alla città e intende approvare a breve.


In questa fase riteniamo necessario un confronto collettivo sul regolamento, sulle modalità con cui è stato costruito e sulla sua effettiva efficacia nel rispondere ai bisogni delle persone a cui intende rivolgersi. Questo confronto, tuttavia, è necessario ma non sufficiente: la nostra ambizione è di costruire un modello realmente capace di tutelare le risorse e gli spazi dei nostri territori in un percorso collettivo di riappropriazione e solidarietà.

Per fare ciò vogliamo partire proprio dalla storia dell’Ex Macello, uno spazio che è stato chiuso e tolto di fatto alla comunità che se ne stava prendendo cura.Venite, raggiungeteci, incontriamoci e discutiamo insieme perché gli spazi della città, presidi di socialità e cultura, vengano tolti dalle logiche del profitto e della consumazione e rispondano ai bisogni reali delle persone che questo territorio lo abitano.A breve daremo aggiornamenti precisi sul programma della giornata. Intanto tenetevi liber* e rimanete aggiornat* su questa pagina!

#ReteBeniComuniPadova

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OBBLIGHIAMO IL COMUNE AD APPLICARE LA DELIBERA SULL’ACQUA DEL 2019.

⏰Sabato 29 maggio, Ore 11.00, di fronte al comune di Padova.

Il 12 giugno 2021 saranno passati 10 anni dal grande referendum per l’Acqua Bene Comune. La volontà popolare espressa in quel referendum è stata tradita. Altro che bene comune essenziale, sull’acqua si fa ancora profitto! Addirittura inizia a essere quotata in borsa, proprio come il petrolio…Assurdo vero?

E non è tutto!

Grazie alle pressioni del Comitato Acqua Bene Comune il consiglio comunale di Padova ha approvato nel Gennaio del 2019 una delibera che prevede:

📍La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
📍La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
📍Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
📍Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.Peccato che questa delibera non sia mai stata applicata! E così la situazione in cui ci troviamo è questa: privati che fanno soldi sul bene primario per eccellenza.Il Comune cosa fa? Si perde in un bicchiere d’acqua? Fa acqua da tutte le parti?

🧐Scopriamolo…
➡️Andiamo a chiedere al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera.
➡️Chiediamo all’Assessora Marta Nalin Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020?

Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale?

Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?
Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?
Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?


➡️E, ovviamente, chiediamo al Sindaco Giordani e all’intera giunta di applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti!Facciamolo in piazza visto che gli incontri promessi non sono più stati convocati dal Comune.Siete tutte e tutti invitati!


Lottiamo per l’acqua Bene Comune!
Fino all’ultima goccia!

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Nasce la Rete per i Beni Comuni di Padova

 Ci vediamo sabato 24 aprile al Parco Cavalleggeri per presentare la Rete e discuterne insieme!Aria, acqua, suolo, patrimonio culturale e paesaggistico, salute, conoscenza, qualità della vita, infrastrutture, spazi di socialità, condivisione e mutualismo.

Beni Comuni perché riguardano tutte e tutti, Beni Comuni perché necessari alla vita e al benessere delle comunità. Beni Comuni perché dovrebbero essere liberi dalle logiche del profitto e della speculazione e rispondere esclusivamente ai bisogni reali e alla loro piena soddisfazione, senza discriminazioni.

“Dovrebbero” perché al momento non è così… E’ per questo che anche a Padova alcune realtà sociali e singole cittadine e cittadini sentono la necessità di dare vita a una Rete per i Beni Comuni. Non un semplice coordinamento, ma un vero spazio di incontro, di discussione e di azione collettiva.

La Rete nasce in un momento storico che mostra più che mai l’importanza della cura del Bene Comune e non è un caso che l’urgenza di riunirci e creare forme di condivisione intorno a questo tema emerga proprio quando più forte è la spinta alla solitudine, all’isolamento, all’individualismo del “si salvi chi può”.

La nostra città invece vive di esperienze collettive, associazioni e realtà sociali, nonostante il fatto che gli sgomberi a cui abbiamo assistito negli scorsi anni abbiano rischiato di impoverirne il tessuto. Ci interessa dunque la proposta, di cui si sta discutendo a livello comunale, di dotare Padova di un “Regolamento cittadino dei Beni Comuni e degli Usi Civici” e intendiamo muovere i nostri primi passi come Rete per monitorare dal basso il percorso di approvazione del regolamento, ma soprattutto per dimostrare attraverso l’agire pratico quello che intendiamo per Beni Comuni e Partecipazione.

La Rete è aperta a tutte e tutti. E’ una realtà eterogenea, fatta da persone con percorsi differenti alle spalle, ma convinte allo stesso modo che solo attraverso forme di cooperazione, sussidiarietà orizzontale, solidarietà, gestione collettiva e condivisa delle risorse che caratterizzano il territorio in cui viviamo, si possa generare un vantaggio per l’intera comunità, in termini sia di risorse a disposizione, sia di godimento dei diritti universali.È con lo sguardo al futuro, in questo periodo di pandemia che mostra tutte le ingiustizie del sistema in cui viviamo, che vi invitiamo a questo primo momento di condivisione, nel quale presenteremo la bozza del nostro Manifesto e discuteremo insieme di come costruire una Rete per i Beni Comuni che sia uno strumento utile per la nostra città.


Ci vediamo nei pressi della Ex Prandina, luogo simbolo di ciò che potrebbe essere un Bene Comune e invece non lo è. Insieme possiamo far sì che non siano più gli interessi di pochi e le speculazioni a vincere, ma le comunità che si prendono realmente cura dei beni che riguardano tutte e tutti.

Ecco il PROGRAMMA DELLA GIORNATA, che si svolgerà all’aperto nel pieno rispetto delle misure anti-Covid:▶ Ore 14.30: Accoglienza
▶ Ore 15.00: Perché una Rete dei Beni Comuni a Padova? Presentazione e discussione sulla Rete e il suo Manifesto
▶ Ore 16.30: Divisione in Gruppi di Lavoro:
1) Cosa sono gli usi civici?
2) Quale futuro per l’Ex Prandina?
3) Perché l’Acqua non è ancora un Bene Comune?
▶ Ore 17.30: Restituzione in plenaria e ConclusioniAl seguente link puoi leggere la Bozza di Manifesto e aderire alla Rete: https://benicomunipadova.it/

Partecipa, diffondi e condividi!

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